Regolamento - PALCO MIO

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IL PALCO
REGOLAMENTO DELLA COOPERATIVA
“IL PALCO”
AI SENSI DELL’ARTICOLO 6 DELLA LEGGE 3 APRILE 2001, N. 142

Approvato dalla assemblea dei soci della cooperativa “Il Palco” il 14.12.2007.

ARTICOLO 1 – Scopo ed oggetto del regolamento
Il presente regolamento ha lo scopo - ai sensi dell’articolo 6 della legge 3 aprile 2001, n. 142, e degli articoli 3 e 4 dello statuto - di disciplinare l’organizzazione del lavoro dei soci lavoratori, le prestazioni lavorative dei quali contribuiscono al raggiungimento degli scopi sociali della cooperativa.
In particolare, il regolamento definisce e disciplina le tipologie di rapporti di lavoro che saranno adottate dalla cooperativa e dai soci lavoratori, quali ulteriori rapporti contrattuali rispetto al rapporto associativo.

ARTICOLO 2 – Rapporti di lavoro instaurabili e relative modalità di scelta
Ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 142/01, e dell’articolo 3 dello statuto, ogni socio lavoratore instaura con la cooperativa uno dei seguenti tipi di rapporto di lavoro:
Subordinato;
Autonomo, ivi compresa la collaborazione coordinata non occasionale.
Tra socio lavoratore e la cooperativa sarà inoltre possibile instaurare qualsiasi altra forma di rapporto di lavoro prevista dall’Ordinamento, purché compatibile con la posizione di socio.
La scelta del tipo di rapporto di lavoro è rimessa alla volontà del socio e della cooperativa secondo le caratteristiche e le modalità con cui si svolgerà il rapporto di lavoro, in particolare in relazione all’assoggettamento o meno al vincolo di subordinazione, e tenuto conto dell’organizzazione aziendale e produttiva.
Sono fatti salvi i contratti di lavoro stipulati tra la cooperativa e i soci, precedentemente l’entrata in vigore del presente regolamento, a condizione che rispondano ai criteri previsti dai precedenti commi.
La cooperativa e il socio possono instaurare un rapporto di lavoro diverso da quello precedentemente scelto, sulla base della manifestazione di volontà delle parti e in conseguenza della modificazione degli elementi di cui al precedente comma.

ARTICOLO 3 – Organizzazione aziendale e attività sociale
Comma 1) Organizzazione aziendale
L’attuale struttura organizzativa-aziendale si articola:
a) nel servizio amministrativo - finanziario - tecnico;
b) nel servizio organizzativo e gestionale;
c) nel servizio attuativo ed operativo delle attività stesse.
Ai servizi di cui alle precedenti lettere a) e b) sono demandati i compiti propriamente amministrativi e finanziari (contabilità generale, fatturazione, rapporti di normale amministrazione con le banche, tenuta della cassa, amministrazione - organizzazione e coordinamento del personale, segreteria generale), e fanno capo le funzioni di reperimento e raccolta conoscenze, dati, informazione e verifiche sul mercato delle opportunità esistenti, predisposizione di piani di sviluppo, attività di promozione della immagine della Cooperativa, individuazione della potenziale clientela e promozione dei nuovi servizi.
Al servizio cui alla precedente lettera c) fanno capo tutte le attività proprie della Cooperativa, così come indicate all’articolo 4 dello statuto.

Comma 2) Organizzazione attività sociale
All'interno della Cooperativa i soci che hanno interesse a gestire in comune le attività sociali possono proporre al C.d'A. di costituirsi in gruppo di lavoro/unità produttivaassumendo appropriata e distinta denominazione.
La formazione dei gruppi o delle singole attività produttive riveste solo un aspetto organizzativo interno in quanto i gruppi non hanno alcuna entità autonoma ne' tanto meno alcun potere di rappresentanza della Cooperativa.
La comunicazione di adesione ad un gruppo o la recessione dallo stesso deve avvenire sempre per iscritto.
Il consiglio, valutata la proposta dei soci e ritenutola conforme allo Statuto, prende atto della formazione del gruppo provvedendo alla nomina del "coordinatore" designandolo tra i soci che ne hanno dato disponibilità. L’ accettazione a svolgere tale funzione è di carattere volontario e pertanto non obbligatoria.

Il coordinatore opera come mandatario del Presidente della Cooperativa entro i limiti del programma delle attività produttive del gruppo, programma definito dal consiglio di amministrazione.

Il coordinatore può farsi promotore dell' attività del gruppo segnalando in sede gli eventuali possibili contratti e/o lavori. Spetta quindi al coordinatore, fra l'altro e sotto la sua responsabilità:

a) coordinare il gruppo di lavoro secondo le indicazioni del Consiglio d' Amministrazione;
b) informare puntualmente il Consiglio di Amministrazione sull'andamento dei lavori, con particolare riferimento ad ogni problema insorgente o tenuto nel rapporto con i clienti;
c) informare il Consiglio di Amministrazione sulle assenze, le infrazioni alle norme del presente regolamento, gli spostamenti che riguardano i Soci inseriti nel proprio gruppo di lavoro
d) osservare le procedure previste per la chiamata al lavoro dei componenti l’ unità produttiva che coordina;
e) rispettare e far osservare le norme di prevenzione dei rischi e tutela della salute sul luogo di lavoro.

Il Consiglio di Amministrazione ha la facoltà di conferire al "coordinatore" la delega per la riscossione diretta presso i clienti dei compensi relativi alle prestazioni del proprio gruppo.
In tal caso sarà sua cura versare immediatamente nelle casse della Cooperativa ogni corrispettivo riscosso.
Anche il socio singolo riveste le medesime funzioni di coordinatore quando effettua singolarmente le proprie prestazioni artistiche.
Ogni manifestazione od attività sociale organizzata direttamente o con la partecipazione o in cui appaia sotto qualsiasi forma il nome della Cooperativa deve essere preventivamente autorizzata dal Consiglio di Amministrazione o dal Presidente della Cooperativa.
Ogni socio e/o gruppo di essi – unità produttiva - non può, senza l'autorizzazione del consiglio di amministrazione o l'assenso della presidenza, partecipare a una manifestazione o prestare attività sociale in nome o in rappresentanza della Cooperativa.
Ogni prestazione effettuata dal gruppo o dal singolo deve avvenire nel rispetto di ogni normativa vigente ed in particolare in materia fiscale, erariale, contributiva previdenziale - assistenziale, di diritto del lavoro nonché di prevenzione dei rischi sul luogo di lavoro.
L' eventuale prestazione di servizi effettuata senza il rispetto delle sopra richiamate condizioni non costituisce attività sociale ed esula dalla stessa. In tal caso la prestazione è da intendersi esercitata sotto l' esclusiva autonoma libera iniziativa personale e con la sola responsabilità individuale del lavoratore.

RAPPORTO ULTERIORE DI LAVORO SUBORDINATO

ARTICOLO 4 – Condizioni per la stipulazione del rapporto ulteriore di lavoro subordinato
Qualora lo svolgimento dell’attività della cooperativa richieda prestazioni d’opera caratterizzate da subordinazione funzionale del prestatore, a seguito della delibera di ammissione il socio aderisce in forma scritta alla relativa disciplina contenuta nel presente regolamento.

I soci che intrattengano o abbiano intrattenuto uno dei contratti a termine previsti dall’ordinamento hanno la precedenza nella stipulazione di un rapporto a tempo indeterminato, sussistendone le condizioni.

La stipulazione del rapporto di lavoro ulteriore in capo al socio è subordinata alla sussistenza delle esigenze produttive che ne consentano il concreto impiego al lavoro, secondo la valutazione discrezionale del Consiglio di Amministrazione.

In presenza di più soci nelle condizioni di cui al precedente comma, la cooperativa stipula il rapporto ulteriore con coloro che siano in possesso della qualifica professionale richiesta dalle esigenze tecnico organizzative e produttive contingenti. A parità di condizioni verrà adottato il criterio della maggior anzianità di iscrizione nel libro soci.

ARTICOLO 5 – CCNL applicabile e trattamento economico
Salve le disposizioni di legge in materia di trattamento dei lavoratori subordinati, il trattamento economico complessivo dei soci-lavoratori sarà proporzionato alla quantità e qualità del lavoro prestato e non potrà essere inferiore a quanto previsto dall’”Accordo sindacale COS, coordinamento operatori spettacolo, con “ SOS-Clas CISL” del 28 Novembre 2003 integrato in data 28/11/2005 e successive modifiche, per il personale dello spettacolo.
Per il personale amministrativo e gestionale si farà riferimento al CCNL del commercio cooperativo sottoscritto dalle centrali cooperative, con riferimento almeno agli istituti contrattuali quali la retribuzione di livello (minimo tabellare, contingenza, E.D.R. di 10,33€ ), il numero delle mensilità e gli scatti di anzianità, in relazione agli orari di lavoro previsti dallo stesso CCNL.

Ai fini di un’adeguata proporzionalità del trattamento economico alla quantità e qualità del lavoro prestato, il CdA può deliberare l’erogazione di retribuzione integrativa, attribuita in riconoscimento di particolari professionalità e/o impegno dimostrato, a titolo di superminimo, ad personam o altra analoga voce retributiva.

L’assemblea potrà definire, con apposita delibera, un trattamento economico ulteriore, a titolo di maggiorazione retributiva, secondo le modalità stabilite in accordi stipulati da Legacoop ai sensi dell’articolo 2 della Legge n. 142/2001.

In sede di approvazione del bilancio di esercizio l’assemblea potrà deliberare, su proposta del Consiglio di Amministrazione, l’erogazione del ristorno secondo i criteri e le modalità previste dallo statuto della cooperativa.

ARTICOLO 6 – CCNL applicabile e condizioni di lavoro
Salvi i diritti stabiliti da disposizioni di legge in materia di trattamento normativo del rapporto di lavoro subordinato, ai fini della disciplina delle condizioni di lavoro dei soci lavoratori si applicano le disposizioni del CCNL e degli accordi previsti all’art. 5.

ARTICOLO 7 - Infrazioni e sanzioni disciplinari.
Le infrazioni disciplinari, le relative sanzioni, nonché le procedure di contestazione delle stesse, sono regolate dalla legge e dal contratto collettivo.
In relazione alle specifiche esigenze organizzative e produttive aziendali, il consiglio di amministrazione può in qualsiasi momento proporre all’approvazione dell’assemblea ulteriori fattispecie integrative o modificative di quanto previsto dal comma precedente.
Nei casi di infrazione di particolare gravità, il consiglio di amministrazione potrà comunque sempre disporre la sospensione cautelare del socio, senza maturazione della retribuzione, per tutta la durata del procedimento disciplinare.

ARTICOLO 8 – Configurabilità dello stato di crisi e provvedimenti conseguenti
La cooperativa, sulla base di indicatori economico-finanziari (risultato di impresa; fatturato; risultato operativo; indebitamento) da cui emerga un andamento a carattere negativo o involutivo dell’attività dell’azienda, può dichiarare lo stato di crisi aziendale quando esso derivi da:
a. contrazione o sospensione dell’attività produttiva derivante da eventi transitori, non imputabili alla cooperativa;
b. situazioni temporanee di mercato;
c. crisi economiche settoriali e locali;
d. una carenza di liquidità finanziaria connessa al documentato ritardato introito di crediti maturati.

Nei casi di cui al presente articolo, l’assemblea potrà deliberare, su proposta del consiglio di amministrazione, un piano di crisi aziendale con l’indicazione delle misure ritenute idonee a fronteggiare la situazione, al fine di salvaguardare per quanto possibile i livelli occupazionali.

Con riferimento a tutti i settori di attività della cooperativa e a tutte le categorie di rapporti in esse costituiti, il piano di crisi potrà prevedere la possibilità di un apporto economico da parte dei soci lavoratori alla soluzione della crisi tramite la riduzione temporanea dei trattamenti economici, con priorità per quelli individuali, e quelli definiti al livello aziendale o territoriale.

Se necessario, l’assemblea potrà deliberare la riduzione del trattamento economico, il quale non potrà essere comunque inferiore al 25% del trattamento globalmente previsto dal Contratto collettivo nazionale applicabile.

Nell’applicazione delle misure di superamento della crisi approvate dall’assemblea, il CdA potrà tener conto dellesituazioni di particolare difficoltà in cui versino i soci o di rilevanti impegni economici da loro eventualmente assunti che dovranno comunque essere oggettivamente comprovati.
In funzione del superamento dello stato di crisi l’assemblea potrà infine deliberare apporti temporanei da parte dei soci lavoratori in termini di ore di lavoro gratuito predeterminatee di disponibilità alla flessibilità temporale nelle prestazioni lavorative.
Le misure sopra indicate potranno concorrere con le forme di sostegno del reddito e dell’occupazione alle quali la cooperativa abbia accesso a norma di legge, avendo cura che i predetti strumenti siano opportunamente coordinatiallo scopo di ottenere dai soci apporti sostanzialmente equilibrati. L’assemblea potrà differenziare l’applicazione di dette misure a seconda dei settori di attività e dei rapporti coinvolti.

RAPPORTO ULTERIORE DI LAVORO AUTONOMO
E DI COLLABORAZIONE COORDINATA NON OCCASIONALE

ARTICOLO 9 – Normative di legge vigenti per i rapporti di lavoro diversi da quello subordinato
Ai sensi dell’articolo 6, lettera c, della legge 142/01, la cooperativa applica nei confronti dei soci lavoratori, con i quali ha instaurato un rapporto di lavoro diverso da quello subordinato, le relative disposizioni di legge.

Per i soci di cui al precedente comma si applicano le norme contenute negli articoli 2222 e ss. del Codice civile e nell’articolo 409, n. 4, del codice di procedura civile, con i relativi effetti fiscali e previdenziali, nonché gli effetti previsti da leggi o da altre fonti in materia di lavoro autonomo, di collaborazione coordinata e continuativa o di altre forme di rapporto di lavoro non subordinato, in quanto compatibili con la figura del socio lavoratore.

ARTICOLO 10 – Condizioni per la stipulazione del rapporto ulteriore di lavoro non subordinato
Qualora lo svolgimento dell’attività della cooperativa richieda prestazioni d’opera non caratterizzate da subordinazione del prestatore, a seguito della delibera di ammissione il socio aderisce in forma scritta alla relativa disciplina contenuta nel presente regolamento.

La stipulazione del rapporto di lavoro ulteriore in capo al socio è subordinata alla sussistenza delle esigenze produttive ed organizzative che ne consentano la concreta adibizione al lavoro, secondo la valutazione discrezionale del Consiglio di Amministrazione. La durata del rapporto e le relative specifiche condizioni saranno di volta in volta definite sulla base delle intese con il socio.

ARTICOLO 11 – Trattamento economico / condizioni generali
Il trattamento economico dei soci sarà rapportato alla quantità e qualità di lavoro conferito in cooperativa e secondo quanto stabilito dalle disposizioni di legge, dall’”Accordo sindacale COS, coordinamento operatori spettacolo, con “ SOS-Clas CISL” del 28 Novembre 2003 integrato in data 28/11/2005 e successive modifiche, per il personale dello spettacolo, dalle tabelle professionali, dagli usi e consuetudini e in ogni caso da quanto concordato per iscritto con il socio stesso.

In sede di approvazione del bilancio di esercizio l’assemblea potrà deliberare, su proposta del Consiglio di Amministrazione, l’erogazione del ristorno secondo i criteri e le modalità previste dallo statuto della cooperativa.

Il contratto di lavoro dovrà essere sottoscritto tra il socio e la cooperativa prima dell’ inizio dell’ attività sociale e dovrà contenere quanto segue:
la data di decorrenza del rapporto di lavoro;
la tipologia del rapporto di lavoro e la mansione cui il socio viene assegnato;
il trattamento economico;
la eventuale durata del periodo di prova;
il numero di iscrizione del socio lavoratore nel libro matricola;
tutte le eventuali altre condizioni concordate;
la data nella quale vengono pagati gli emolumenti;
i riferimenti contrattuali, legislativi e normativi che vengono applicati.

Il minimo contrattuale per la retribuzione dei soci è fissato dalla tabella seguente che riporta i dati del contratto richiamato all’ articolo 5:



Al livello 2° possono essere collocati coloro che svolgono mansione di coordinamento delle unità produttive ed hanno eventuali responsabilità nella gestione delle stesse. Al livello 1° gli altri lavoratori.
Detto trattamento può essere incrementato ogni anno con decisione del Consiglio d'Amministrazione sottoposta alla ratifica dei soci in occasione dell' annuale Assemblea di dicembre a valere per l’ anno successivo.
Considerato che l' attività sociale viene prestata per sua natura in luoghi sempre diversi, ripetutamente fuori sede, senza una predeterminazione del luogo della prestazione medesima ed in orari difficilmente compatibili con quelli dei pubblici mezzi di trasporto, i soci vengono autorizzati - qualora la Cooperativa non sia in grado di fornire automezzi aziendali - all' uso di propri automezzi per gli spostamenti conseguenti all' attività.
In tal caso ai soci viene riconosciuto un rimborso sulla base dei Km effettivamente percorsi fuori l' ambito comunale di residenza, in ragione di una "indennità km" fissata in Euro 0,50 ed aggiornata di anno in anno dal C.d'A. Detta indennità, comunque, non potrà mai essere superiore alla spesa fiscalmente deducibile per la Società secondo il TUIR.
Qualora per la prestazione venga concordato il riconoscimento dell' indennità di trasferta, questa potrà essere riconosciuta entro il limite massimo giornaliero della somma considerata esente da imposizione fiscale.
In alternativa alla trasferta può essere riconosciuto il rimborso delle spese vive di vitto ed alloggio e delle altre spese necessarie sostenute per l' espletamento dell' attività, spese tutte da documentare in conformità alla vigente disciplina fiscale.
Modalità diverse di rimborsi ai soci potranno di volta in volta essere eventualmente concordate per lo svolgimento di particolari attività o programmi della Cooperativa.
Il trattamento economico potrà comunque essere differenziato per ogni "gruppo e/o unità produttiva-socio in funzione della peculiarità del lavoro svolto, della produttività individuale e di gruppo, dai ricavi derivanti dalla attività singola o di gruppo
La Cooperativa potrà riconoscere come prestazione di lavoro, se preventivamente concordate, le attività che il socio, in maniera autonoma e presso il proprio domicilio, svolge allo scopo di accrescere le proprie qualità ed abilità artistiche, capacità, conoscenze ecc…, quali prove, esercitazioni e similari. Nel caso il socio rinunci alla retribuzione, il riconoscimento di tale prestazione si considera “retribuzione figurativa” esente dagli oneri fiscali, erariali e soggetta pertanto ai soli oneri previdenziali. Spetta al consiglio fissare i criteri relativi al presente procedimento.

ARTICOLO 12 - Modalità di svolgimento dell’incarico.
Nello svolgimento dell’incarico il socio gode della più ampia autonomia e discrezionalità organizzativa, garantendo l’adeguato standard qualitativo della sua prestazione e il rispetto dei tempi di esecuzione concordati nell’apposito contratto stipulato tra le parti. In corso di svolgimento dell’incarico il socio e la cooperativa possono sempre concordare tempi e modalità di esecuzione del servizio diversi da quelli originariamente pattuiti, quando ciò sia funzionale alle esigenze tecnico – organizzative della cooperativa e/o agli interessi personali del socio, anche con assegnazione totale o parziale dell’incarico a terzi.

ARTICOLO 13 - Obblighi del socio
Prima dell’accettazione in proprio di commesse di lavoro da parte di terzi, nell’ambito di attività della cooperativa, il socio è tenuto a darne comunicazione al Consiglio di amministrazione.
Qualora il socio, per gravi motivi, sia costretto ad interrompere un lavoro intrapreso, sarà cura del C.d.A. garantire il pieno perseguimento dell’incarico mediante ricorso ad altro socio. In tal caso, il socio che si ritira è tenuto a dare al socio subentrante tutta la collaborazione necessaria per il corretto e proficuo proseguimento del lavoro.
Durante lo svolgimento del proprio lavoro i Soci dovranno porre in atto ogni accorgimento utile e necessario ad evitare danni sia al materiale della Cooperativa sia a beni di clienti.
I danni causati da grave negligenza o da dolo del Socio saranno ad esso addebitati.
Il Socio, inoltre, si impegna ad effettuare le proprie prestazioni con la massima diligenza.
Egli è obbligato a:
a) aderire prontamente alle disposizioni impartite dal "coordinatore" in materia di organizzazione ed esecuzione dei servizi del gruppo;
b) utilizzare con cura le attrezzature ed il materiale della Cooperativa;
c) osservare la massima e completa discrezione circa informazioni sui clienti o sulla Cooperativa di cui, nel corso dell'esecuzione del suo lavoro, venga a conoscenza;
d) mantenere un contegno improntato alla massima serietà e responsabilità;
e) evitare discussioni fra soci in presenza di clienti o terzi in genere;
f) non svolgere, salvo specifica autorizzazione del Consiglio di Amministrazione, alcuna attività che possa essere intesa come in concorrenza alla Cooperativa;
g) fornire comunque tempestivamente alla Cooperativa ogni informazione sul proprio operato professionale o lavorativo quando questo possa, in qualsiasi modo, interferire od influenzare l'attività della Cooperativa;
h) aderire e concorrere fruttuosamente a tutte le iniziative di formazione e qualificazione che il Consiglio di Amministrazione organizzi.
Il socio che nell’ espletamento dell’ attività commette – in maniera dolosa o per colpa grave - violazioni di qualsivoglia natura ed entità a seguito delle quali vengano emesse sanzioni a carico della soc. Cooperativa è tenuto al pagamento di tali sanzioni nei modi ed entro i limiti di cui al Dlgs 427/18.12.97.
La Cooperativa, oltre al danno erariale derivatole per le sanzioni di cui sopra, potrà richiedere al socio – con delibera del consiglio d’ amministrazione – il pagamento di un risarcimento per “danni morali” in misura pari al 50% ed entro il limite di mille/00 €uro per ogni sanzione versata a causa di tale comportamento.

ARTICOLO 14 - Rinvio
Le norme in materia di configurabilità dello stato di crisi e provvedimenti conseguenti di cui al precedente articolo 8 si applicano anche al rapporto ulteriore di lavoro autonomo.

ARTICOLO 15 - Revoca e scioglimento del rapporto.
L’accertata oggettiva inidoneità del socio allo svolgimento dell’incarico assegnatogli, che abbia o meno costituito oggetto di contestazione da parte del cliente, può costituire motivo di revoca dell’incarico stesso.
Il socio che intende sospendere o cessare le prestazioni all’ interno della cooperativa deve darne preventiva comunicazione con un minimo di quindici giorni; tale termine può comunque essere diversamente regolato in ragione delle diverse tipologie di lavoro e di rapporto tra soci instaurate per la realizzazione degli spettacoli o in generale delle attività previste dall’oggetto sociale della Cooperativa.
In particolare si dà atto che le decisioni messe per iscritto, concordate con i componenti di uno stesso spettacolo, gruppo, orchestra, unità produttiva, ai fini della regolamentazione del periodo di preavviso anche per una diversa data e durata, hanno valore ed efficacia se approvate dal consiglio di amministrazione.
La parte che risolve o sospende il rapporto di lavoro senza, o con parziale osservanza dei termini di preavviso, deve corrispondere all'altra una indennità pari all'importo della retribuzione del periodo in questione.
Qualora l’ interruzione avvenga consensualmente fra le parti, si deroga agli obblighi previsti dal presente articolo.
Qualora, infine, la presenza di un socio all’ interno dello spettacolo, gruppo, orchestra, unità produttiva od altra similare formazione, divenga di grave pregiudizio all’ attività medesima o ne comprometta i risultati o incida negativamente sulla gestione del gruppo, la sua interruzione e/o sospensione può avvenire senza il preavviso di cui al presente articolo e senza risarcimento alcuno.
Tale decisione, per i soci organizzati in gruppo, spetta anche al coordinatore ed assume valore ad ogni effetto solo dopo conferma del consiglio di amministrazione.
L’intenzione di interrompere un rapporto deve essere sempre comunicata per iscritto.

NORME DIVERSE
ARTICOLO 16 – Fase di avviamento
Ai sensi dell’articolo 6 l’assemblea della cooperativa potrà approvare il piano di avviamento dalle cooperative alle condizioni e secondo le modalità previste da accordi tra Centrali cooperative e Organizzazioni sindacali.
In attesa di tale accordo l’assemblea potrà approvare un piano, di durata massimo quadriennale, dal momento della costituzione della cooperativa, in questo piano vanno indicate le possibili linee di sviluppo e le esigenze finanziarie ed economiche di tale avviamento.
La cooperativa potrà, di conseguenza, insieme ai soci definire il loro trattamento economico complessivo e le condizioni di lavoro in modo diverso da quanto previsto dalla contrattazione collettiva regolamentata con disposizioni analoghe a quelle sui contratti di riallineamento.

ARTICOLO 17 – Istituti di previdenza ed assistenza-mutualità integrativa
I soci vengono regolarmente iscritti ed assicurati presso l' ENPALS ai fini previdenziali e, qualora vi sia necessità in ragione del rischio professionale, presso l’ INAIL.
Qualora un socio subisca un infortunio durante o a causa della attività sociale, egli - o in caso di suo impedimento uno dei soci componente del gruppo - è tenuto a darne tempestiva immediata comunicazione alla Cooperativa.
In caso di inadempienza o ritardata denuncia la Cooperativa si rivarrà, per eventuali sanzioni per ciò derivatele, direttamente verso i soci responsabili.
In caso di malattia od assenza dal lavoro per qualsiasi altra natura il socio lavoratore non ha diritto, in linea di massima, ad alcuna retribuzione od indennità che dir si voglia da parte della Cooperativa per le giornate di inattività.
n occasione della assemblea annuale di bilancio, il consiglio d’amministrazione propone ai soci il riconoscimento e l’ applicazione o meno di mutualità integrative, a valere di anno in anno, e secondo il risultato economico del bilancio.

ARTICOLO 18 - Istituzione della previdenza complementare
Vista la delibera della Legacoop che, ai sensi dell’art. 3 comma 1 lettera c-bis del DLgs 124/93 e successive modificazioni e integrazioni, promuove l’istituzione di forme di previdenza complementare per i soci lavoratori, con il presente Regolamento si istituisce una forma di previdenza complementare per i soci lavoratori della cooperativa ai sensi e per gli effetti dell’art. 2 comma 1 lettera b-bis e del citato art 3 del DLgs 124/93 e successive modificazioni e integrazioni.
Soggetto attuatore della presente forma di previdenza complementare è Cooperlavoro, Fondo Pensione autorizzato iscritto al n. 96 dell’Albo dei Fondi Pensione presso il Ministero del Lavoro.

ARTICOLO 19 - Comodato beni strumentali, Custodia,deposito,diritto d’uso, Dismissione dei beni ai soci
Il socio che, nello spirito della mutualità che regge i principi della Cooperativa, intende affidare in comodato alla medesima i propri beni strumentali, deve darne comunicazione al consiglio il quale è tenuto a deliberare in proposito.
Nella comunicazione di cui sopra il socio dovrà dichiarare – sotto la propria responsabilità - il pieno possesso e godimento di quanto intende cedere in comodato, nonché fornire l'elenco particolareggiato dei beni stessi con una descrizione sullo stato dei medesimi.
Qualora il Consiglio di Amministrazione ritenga utile ai propri fini sociali decidere di accettare tali beni in comodato, dovrà stipulare apposito contratto, sottoscritto dalla presidenza e dal socio, nel rispetto delle norme previste dal C.C. (art. 1803 e segg.)
La Cooperativa può decidere di acquistare beni strumentali utili al conseguimento dei propri scopi sociali ed affidare i medesimi in custodia e/o deposito presso i soci o gruppi. In tal caso dovrà essere sottoscritto col socio apposito contratto richiamando le norme di cui all'art. 1766 e segg. del C.C.
In tale atto dovranno essere contenute anche norme circa le modalità per far uso del bene affidatogli, il termine della concessione e della riconsegna del bene, l'eventuale onere per il godimento e l'uso del medesimo.
Qualora il Consiglio di Amministrazione ritenga che alcuno dei beni strumentali in possesso non sia più per qualsiasi ragione, di utilità alla Cooperativa può deliberare la vendita del medesimo prioritariamente ai soci tenendo presente i seguenti criteri:
a) la precedenza nell'acquisto spetta al socio che ha effettuato prestito sociale infruttifero ai sensi dell'apposito regolamento;
b) tra costoro la preferenza va al socio con il quale è stato sottoscritto l'atto di comodato;
c) nel definire il prezzo della cessione sarà tenuto conto delle eventuali somme già versate dal socio per il godimento personale e l'uso del bene, dello stato di conservazione ed efficienza del bene medesimo. In caso di difficoltà nel definire tale prezzo e se il consiglio lo riterrà necessario potrà essere sentito un esperto del settore.

ARTICOLO 20 - Uso automezzi della cooperativa
L'uso degli automezzi di proprietà della Cooperativa è riservato esclusivamente ai soci della medesima; gli stessi devono essere in possesso di regolare patente di guida per condurre tale automezzo.
Ogni automezzo può essere usato esclusivamente nell'ambito delle attività sociali della cooperativa.
Durante il periodo in cui l'automezzo è in consegna al socio, egli è direttamente responsabile di quanto può derivarne dal suo uso, assumendosene tutte le conseguenze sotto ogni aspetto civile e penale.
Nel caso in cui l'automezzo subisca un danno per dolo o colpa del socio, il medesimo è tenuto a provvedere alla riparazione.
Nel caso di incidente, sempre per dolo o colpa del socio, questi dovrà provvedere anche al pagamento dell' eventuale franchigia sull' assicurazione dell'automezzo nonché ad ogni danno non rimborsato effettivamente dall'assicurazione.

ARTICOLO 21 - Collaborazioni con terzi
Per la realizzazione di particolari eventi rientranti comunque tra le attività sociali, o per far fronte a contingenti situazioni, la cooperativa potrà ricorrere alla occasionale collaborazione di specifiche figure professionali o di artisti e persone non soci se tale collaborazione diviene essenziale o funzionale all’ evento medesimo. La collaborazione non potrà comunque eccedere i limiti ed i termini propri della prestazione occasionale come definita dal 2^ comma art. 61 dlgs 10.9.2003 n. 276.

NORME FINALI

ARTICOLO 22 – Decorrenza degli effetti del regolamento
Il presente regolamento interno, approvato dall’assemblea in data 14.12.2007 ai sensi dell’articolo 6 della Legge 3 aprile 2001, n. 142, entra in vigore dal giorno 14.12.2007.

Il presente regolamento non si applica nei confronti dei soci volontari delle cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, nei confronti dei quali la cooperativa è tenuta al rispetto delle norme in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

ARTICOLO 23 – Modificazione del regolamento
Il presente regolamento interno potrà essere modificato con delibera dell’assemblea con le maggioranze previste per le assemblee straordinarie.

Cremona, 14.12.2007

 
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